
Eccoci qua. Il giorno del trasloco si sta sempre più avvicinando. 6 anni passati ad amare e ad odiare l’Italia; 6 anni di avventure, di viaggi, da Roma a Venezia, da Milano a Napoli, passando per la Sicilia, la Calabria…ahhh il Sud! Il mare, il sole, i dolci, quanto mi mancheranno. Che storia d’amore folle.
Sono venuta a Roma nel settembre del 2004. Mi ricordo ancora quando mi annunciarono che avevo vinto la borsa di studio Erasmus. C’erano soltanto tre posti, e io ne facevo parte! Roma era il mio sogno, l’avevo vista un giorno su una rivista del centro di risorse della scuola : il foro romano, il Colosseo, i motorini… macché esisteva davvero questo posto? Mi ricordo ancora l’articolo su Rutelli (!), allora sindaco di Roma e la foto dei tram che passavano a Porta Maggiore. E pensare che sarei vissuta proprio lì! Non era pensabile.
Sono francese, con delle origini ivoriane (Costa d’Avorio, Africa occidentale). Nella mia famiglia non c’è nessun italiano, proprio zero, e nulla che potesse far pensare che mi sarei laureata in Italianistica. Eppure la storia d’amore cominciò proprio a scuola media. Si doveva scegliere una lingua da studiare, una seconda lingua (io avevo preso come prima lingua l’inglese). Tutti si buttarono sullo spagnolo, e io, un po’ per spirito anti-pecora, un po’ perché ne ero affascinata, scelsi italiano. Mi ricordo ancora mio nonno: “eh!!? italiano? Ma a che ti serve? Solo gli italiani parlano italiano nel mondo; invece lo spagnolo è parlato dappertutto!”. Il cuore ha le sue ragioni …
La mia prima insegnante era Mme Zunino (pronunciate zuninò, alla francese). Ci insegno le canzoni come “alla fiera dell’est” o ancora “l’ospite d’onore (una canzone sulla morte che insegue tutti con la sua falce…”. La prima lezione si intitolava “Dai parliamo italiano”: due italiani (Marco e Francesca, ovviamente) che parlano insieme. Alla fine del dialogo, decidono di parlare italiano…quando già lo stavano facendo “dai, adesso parliamo italiano”. Ho messo 5 anni per capire la logica di questo testo.
La prima pagina del libro riportava l’articolo 1 della Costituzione italiana « L’Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro. La sovranità appartiene al popolo, che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione. » Pensai “caspita! Deve essere un diritto importante in Italia!” Che sciocchina che ero :-)
Ma non capii l’articolo che parlava di disoccupazione in Italia…ancora non avevo integrato tutto il vocabolario e la grammatica necessaria. Per allenarmi guardavo la televisione svizzera italiana. All’epoca passava Superman, il seriale, con Teri Hatcher. Fighissimo da sentire in italiano! Ripetevo ogni cosa in cameretta mia. Ascoltavo Boccelli, Giorgia …e cantavo ;-)
Arrivata al liceo, ero ancora incerta sul mio futuro: fare l’insegnante d’inglese o di italiano? Molto dura da scegliere… e un giorno ebbi un’illuminazione: se dovessi scegliere un paese dove andare a vivere per un anno, che sceglierei? L’Inghilterra o l’Italia? Cominciai a sentire il freddo nordico, a immaginarmi la pioggia tutti i giorni, l’ombrello, il vento…tipo il Nord della Francia in peggio! E intravidi la luce del Sud; la dolce vita mi chiamò. Ma chi me lo faceva fare! Sarei diventata insegnante di italiano!
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